
L'uso
del glifosato in agricoltura è stato approvato per la prima volta
negli anni settanta del XX secolo e negli anni a seguire ha ricevuto
approvazione in 130 paesi del mondo, tra cui l'Europa.
Il
suo uso ha conosciuto un grande impulso per via dell'associazione con
colture transgeniche in cui era stata indotta la resistenza al
glifosato. Questo, in associazione con la bassa tossicità per
l'uomo, hanno determinato il grande successo commerciale del prodotto
e ne hanno fatto l'erbicida dall'impiego più diffuso al mondo.
Il
successo del glifosato è dovuto alla sua bassa pericolosità, dovuta
a vari fattori, tra cui la bassa tossicità per l'uomo rispetto agli
erbicidi in uso all'epoca della sua introduzione: ha una penetrazione
molto bassa nel suolo, va incontro a facile degradazione in quanto
facilmente attaccato e distrutto dai batteri presenti nel suolo e, di
conseguenza, è molto limitata la probabilità che suoi residui
riescano a raggiungere le falde acquifere. Riduce, inoltre, il
consumo e degradazione del suolo, poiché evita di dover sottoporre
ad arature profonde i terreni destinati a coltivazione. Questo è
confermato dalla sua maggior presenza nelle acque superficiali e
nella scarsa frequenza di rinvenimento nei pozzi.
Nel
marzo 2015, l'organismo internazionale IARC (International Agency for
Research on Cancer) ha classificato la sostanza e fitofarmaci che la
contengono come "probabile cancerogena per l'uomo"
inserendola nella categoria 2A. Studi in laboratorio hanno dimostrato
che il glifosato induce nelle cellule danni a livello genetico e
stress ossidativo. Escludendo un lieve incremento di linfomi non
Hodgkin tra gli agricoltori esposti, le prove di cancerogenicità
sull'uomo e sugli animali sono limitate.
Lo
IARC include nella stessa categoria di cancerogenicità (2A), cioè
sostanze di cui risulta una limitata evidenza di cancerogenicità
nell'uomo, ma una sufficiente prova di cancerogenicità nei test su
animali, le emissioni da frittura in oli ad alta temperatura, le
carni rosse, le emissioni per la combustione domestica di legno e
biomasse. La difficile comprensione pubblica delle definizioni di
rischio cancerogeno da parte dello IARC viene sfruttata sia da chi è
favorevole che da chi è contrario all'utilizzo della sostanza.
L’autorizzazione
UE per il glifosato era scaduta alla fine di giugno del 2012 ed è
stata prorogata già due volte. La Commissione, dopo non essere
riuscita a rinnovare l’autorizzazione per 15 anni, ha proposto un
rinnovo parziale, per 18 mesi, cioè fino alla fine del 2017. Il
Comitato UE per la salute delle piante ha votato a favore di una
restrizione dell'utilizzo dell'erbicida nei giardini e nei parchi
pubblici nonché di un rafforzamento dell'esame minuzioso del suo uso
pre-raccolto.
I
Paesi membri dell'UE hanno approvato le raccomandazioni della
Commissione Europea per limitare l'impiego del glifosate. Le
restrizioni alle condizioni di utilizzo della molecola erbicida, da
mesi al centro di una polemica per il rinnovo dell'autorizzazione al
commercio, includono:
- il divieto di prodotti a base di glifosate con il coformulante POE-tallowamine,
- il divieto di prodotti a base di glifosate con il coformulante POE-tallowamine,
-l'obbligo
di rinforzare il controllo sull'utilizzo in agricoltura come
coadiuvante nella fase precedente alla raccolta,
-
raccomandazioni per ridurne l'uso al minimo in aree specifiche, come
parchi pubblici e campi da gioco.
In
conclusione la Coalizione Italiana StopGlifosato chiede al ministero
per le Politiche Agricole l'attuazione di misure concrete per la
difesa del principio di precauzione perlomeno fino alla pronuncia
dell'Echa, l'Agenzia UE per le sostanze chimiche. La portavoce della
Coalizione Maria Grazia Mammuccini dice: “Il nostro Paese deve ora
dare seguito all'annuncio del 'Piano Glifosato Zero'. Ci aspettiamo
che il ministro Martina incontri presto la nostra Coalizione, che
riunisce 46 associazioni e organizzazioni della società civile, per
discutere nel merito delle azioni concrete da realizzare per vietare
totalmente la pericolosa sostanza, a partire dai PSR”.
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