mercoledì 27 aprile 2016

Chernobyl: un disastro del passato o il trampolino di lancio per una nuova catastrofe?

Ieri, 26 aprile, è stato pubblicato su La Stampa un articolo firmato da Mikhail Gorbaciov che abbiamo ritenuto essere di particolare interesse e che abbiamo voluto riproporre qui.

Ricorreva ieri il trentesimo anniversario del catastrofico incidente di Chernobyl, incidente che portò con sé gravissimi danni in termini umani, ambientali e monetari.

Questo terribile incidente “legato all’incapacità di scienziati e ingegneri di prevedere come problemi apparentemente piccoli possano tramutarsi in disastri di scala quasi inimmaginabile”, dovrebbe essere per noi oggi un monito a non ricadere negli stessi sbagli.
Eppure la storia sembra non averci insegnato nulla, come sottolinea lo stesso Gorbaciov facendo riferimento al Doomsday Clock: “Un meccanismo concepito per avvisare il mondo della minaccia di un’imminente catastrofe globale. Quest’anno le lancette dell’«orologio dell’apocalisse» si sono fermate a tre minuti dalla mezzanotte dell’umanità.
Lo scopo di questo meccanismo è dunque quello di salvaguardare il genere umano da ulteriori disastri di entità enormi, ma al giorno d’ oggi ci troviamo sul bilico del burrone della catastrofe globale.

Mikhail Gorbaciov nel suo articolo si chiede il perché di questo alto rischio e si risponde affermando che “a livello globale, il numero di testate nucleari ha ripreso a crescere; oltre trenta Paesi sono in possesso di armi nucleari o possono disporne rapidamente; la Corea del Nord manda pericolosi segnali; il furto da parte dell’Isis non è una cosa priva di fondamento”.


Inoltre lo stesso autore dell’articolo riporta un quadro, in merito agli incidenti legati al nucleare, diametralmente opposto a quello esposto dai sostenitori di questa fonte energetica. “Dal 1952 si sono verificati in tutto il mondo almeno 99 incidenti nucleari, che rientrano in questa definizione, con danni che ammontano a oltre 20,5 miliardi di dollari. Vale a dire più di un incidente nucleare ogni anno e danni per 330 milioni di dollari. Tutto questo dimostra che esistono molti rischi non gestiti o regolamentati in modo inadeguato.”

Gorbaciov si domanda perciò “Come possiamo essere sicuri che le nazioni che possiedono energia nucleare per scopi civili o militari si atterranno alle necessarie misure e norme di protezione?” e conclude affermando che “gli impianti nucleari non rappresentano solo un problema di sicurezza, di ambiente o di energia. Ma tutte queste cose insieme.” E noi non possiamo che essere d’accordo con lui.

Per un approfondimento potete leggere l’articolo di Mikhail Gorbaciov, pubblicato su La Stampa di martedì 26 aprile 2016. Il quotidiano lo trovate a Trieste anche nell’emeroteca di piazza Hortis.


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