giovedì 13 giugno 2013

WWF e Legambiente insieme per scongiurare che il rigassificatore di Trieste (Zaule) venga incluso nell’elenco delle infrastrutture energetiche di interesse comunitario


WWF e Legambiente hanno avviato nei mesi scorsi un dialogo con le Direzioni Generali Energia e Ambiente dell’Unione Europea, per scongiurare l’inserimento del rigassificatore di Zaule fra le infrastrutture prioritarie del Piano energetico europeo. Le due Associazioni hanno fornito a Bruxelles un’ampia e dettagliata documentazione sia sulle numerose violazioni alle Direttive europee sull’ambiente e la sicurezza, riscontrate nel progetto e nei processi valutativi finora svolti, sia sulle azioni legali pendenti (in particolare il ricorso al TAR del WWF e di Legambiente), sia sulle posizioni contrarie al progetto da parte di tutti gli enti locali (Comuni, Provincia e Regione), sia infine sulle varie manifestazioni di piazza contro il progetto di Gas Natural svoltesi a Trieste dal 2006 al 2012. Molti di questi documenti sono disponibile sul nostro sito nella pagina dedicata.

Da Bruxelles hanno assicurato che tutto il materiale inviato sarà valutato attentamente dai competenti organi comunitari, prima di decidere se inserire o meno il rigassificatore di Zaule fra le infrastrutture prioritarie del Piano energetico europeo. Ricordiamo che le infrastrutture prioritarie beneficeranno di procedure di concessione più rapide e della possibilità di ottenere finanziamenti comunitari.

L’inclusione del rigassificatore di Zaule nell’elenco delle infrastrutture energetiche di interesse comunitario è stata richiesta nel marzo scorso dall’ex ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera, scavalcando in tal modo le forti opposizioni italiane e slovene.
Passera ha presentato la richiesta dopo che l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva già avviato nel dicembre 2012 un supplemento istruttorio al decreto di VIA1, in seguito al parere espresso dall’Autorità portuale, secondo cui l’impianto di Gas Natural impedirebbe lo sviluppo del porto. In esito a questo supplemento istruttorio, il procedimento di autorizzazione per la costruzione del rigassificatore di Zaule è stato sospeso; il Ministero ha fissato un termine di 180 giorni perché Gas Natural trovi una diversa collocazione per il rigassificatore, oppure l’Autorità portuale riveda i piani di sviluppo dei traffici portuali.

Il processo decisionale di localizzazione degli impianti di rigassificazione è quindi attualmente solo sospeso e c’è un reale pericolo che l’iter autorizzativo riprenda il suo corso. Per questo motivo è indispensabile proseguire l‘attività di contrasto sia a livello regionale e nazionale, sia a livello comunitario, sino al definitivo abbandono del progetto. E in questa attività di contrasto, noi del WWF Trieste assieme al WWF Friuli-Venezia Giulia, ci stiamo impegnando con tutti i mezzi a nostra disposizione e in collaborazione con le associazioni e le istituzioni locali.
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1Il decreto di VIA (valutazione di impatto ambientale) per la costruzione e l’esercizio del rigassificatore nella baia di Zaule era stato concesso nel 2009.

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