martedì 14 maggio 2013

"Adriatico, una storia scritta sull'acqua" - incontro di lunedì 20 maggio ore 18

Lunedì 20 maggio alle ore 18 presso la Sala degli incontri (g.c.) del Vis A Vis / Grand Hotel Duchi D'Aosta - piazza dello Squero vecchio, 1 - Trieste, per il ciclo  "Adriatico, una storia scritta sull'acqua" la manifestazione sulla natura, cultura, economia e paesaggio del mondo adriatico, organizzata dall'Associazione ambientalista Marevivo con la collaborazione del Gruppo/Skupina 85 e del quotidiano Primorski Dnevnik, avrà luogo l'incontro:

Cibo e mare, l'alimentazione sulle navi dell'Ottocento
Dopo l'introduzione di Marino Vocci interverranno Valentina Petaros Jeromela ricercatrice di Capodistria, il biologo Sergio Dolce e Michela Toniutti del Circolo culturale “Il colle” di San Daniele del Friuli.

A partire dal volume, presentato in anteprima assoluta, di Diana De Rosa
"
Pane, brodo e minestre - Cibo di poveri, ammalati, bambini, soldati, marinai e carcerati nella Trieste asburgica 1762 -1918" (Comunicarte Edizioni, 2013)

Dopo l'introduzione di Martina Vocci dell'Associazione Ambientalista Marevivo interverranno: Patrizia Vascotto del Gruppo/Skupina 85, Massimiliano Schiozzi di Comunicarte Edizioni e l'autrice Diana De Rosa
 

Sulle tavole lussuosamente imbandite dell’aristocrazia e della borghesia e su quelle più umili ma territorialmente molto variegate e vivaci della cucina popolare hanno scritto in tanti. Il libro di Diana De Rosa ci porta invece dentro le cucine "povere" ed esplora anche altre zone del mangiare in comune: l’alimentazione dei soldati, con i problemi di approvvigionamento, quella  dei marinai, con la ricerca di nuovi metodi di conservazione degli alimenti, e dei detenuti, per i quali il cibo distribuito dipendeva molto dal loro comportamento.
Si  tratta di un viaggio – accompagnato da disegni e fotografie d’epoca inediti – che inizia alla fine del Settecento e si conclude negli anni della Grande Guerra, attraverso ospedali, istituti per i poveri, scuole per l’infanzia e per orfani della città di Trieste. Un viaggio fatto di brodi, farinate,minestre di riso e paste secche ma dove non manca neppure la carne e dove si fa grande uso del burro. Ma quando la crisi economica si fa sentire, la soluzione diventa la zuppa alla Rumford, fatta di fagioli, orzo e ossa di maiale, insomma il manifesto della povertà.

Nessun commento:

Posta un commento