giovedì 21 febbraio 2013

Comunicato stampa del WWF: supplemento istruttorio sul rigassificatore


Rigassificatore di Trieste
Il WWF: “Nel “supplemento istruttorio” del ministro Clini è fuorviante considerare soltanto le interferenze con il traffico navale”.

L’associazione: “Si proceda all’azzeramento di tutte le procedure autorizzative in corso. Troppi i documenti pasticciati e illegittimi nella sostanza”.

Non può fondarsi soltanto sulle interferenze del rigassificatore, proposto a Trieste da GasNatural, con il traffico portuale il “supplemento istruttorio” deciso alla fine di dicembre dal Ministero dell’ambiente.
Lo scrive il WWF in un documento inviato ai ministeri competenti, alla Regione ed agli enti locali  coinvolti (Comune e Provincia di Trieste), nonché alla Commissione Europea.
L’associazione ambientalista sottolinea l’anomalia di una procedura, come quella del “supplemento istruttorio”, che ha per oggetto un decreto del luglio 2009 (il VIA favorevole firmato dagli allora ministri Prestigiacomo e Bondi), sulla legittimità del quale sono state sollevate da più parti innumerevoli critiche. Tant’è vero che sono almeno sei i ricorsi e gli atti di intervento al TAR del Lazio per chiederne l’annullamento.

Il WWF ricorda le principali anomalie degli studi prodotti da GasNatural per quella procedura VIA,
segnalate nelle osservazioni degli ambientalisti fin dal 2006-2007 e poi riprese nei ricorsi al TAR: l’insufficiente valutazione delle alternative tecnologiche e localizzative, le sommarie e contraddittorie le stime sull’impatto dello scarico di acqua fredda nella baia di Muggia, l’utilizzo di dati fuorvianti per la stima di alcuni impatti, mancata valutazione dell’immissione nell’ambiente di composti tossici, dovuta all’uso di cloro come anti-fouling, la mancata valutazione degli impatti complessivi del rigassificatore sull’ecosistema marino, ecc.
Tutti argomenti sui quali la Commissione VIA del ministero dell’ambiente ha preferito “sorvolare”, al punto che alcune osservazioni degli ambientalisti (come alcuni pareri dei Comuni) non sono neppure menzionate nel decreto VIA finale.

Vanno anche ricordate, aggiunge il WWF, le anomalie “strutturali” della procedura di valutazione sul progetto di GasNatural e attribuibili al Ministero dell’ambiente:
l’aver separato assurdamente la valutazione del rigassificatore da quella del gasdotto (ancorché i due impianti non possano funzionare l’uno in assenza dell’altro); l’aver accettato che la VIA sul rigassificatore e quelle sul gasdotto e sulla centrale elettrica da 400 MW di Lucchini Energia procedessero separatamente (benché si tratti di infrastrutture strettamente connesse l’una all’altra); l’aver omesso di imporre una nuova procedura VIA sul rigassificatore, dopo che erano emerse molte importanti modifiche del progetto rispetto a quello valutato nel 2006-2009 (spostamento dei serbatoi e del pontile di attracco delle metaniere, previsione di un nuovo elettrodotto da 132 kV, istituzione del SIC “Area marina di Miramare” (che imporrebbe una nuova valutazione di incidenza, in ossequio alla Direttiva europea in materia).
Non basta. Il WWF ricorda che gli approfondimenti ed il dibattito, svoltisi anche dopo il decreto VIA del 2009, hanno evidenziato le molte alternative, disponibili e già realizzate in vari Paesi, rispetto alla tecnologia che utilizza l’acqua di mare, scelta da GasNatural per il progetto di Trieste. Tra queste, le navi rigassificatrici, che possono funzionare anche a circuito chiuso, cioè producendo a bordo il calore necessario, senza produrre impatti negativi sull’ambiente marino.
Sono emersi infine, dall’esperienza dell’impianto off shore di Porto Viro, problemi rilevanti legati alla dispersione di cloro nell’aria, oltre che alla formazione di schiume imbrattanti, fenomeni anche in questo caso all’uso dell’acqua di mare come veicolo di calore per la rigassificazione.

Da ciò la conclusione dell’associazione ambientalista, che giudica riduttivo e pericoloso fondare il “supplemento istruttorio” sui soli aspetti relativi alle interferenze del progetto di GasNatural con l’incremento del traffico navale previsto dall’Autorità portuale di Trieste.
Ben più logico sarebbe, a giudizio del WWF, procedere all’azzeramento di tutte le procedure autorizzative in corso (per il gasdotto, la centrale elettrica, l’elettrodotto), nonché del decreto VIA del 2009 sul rigassificatore, come WWF e Legambiente avevano chiesto già nel dicembre 2012.
“Bisogna fare pulizia – conclude il presidente del WWF Friuli Venezia Giulia, Roberto Pizzutti – di un insieme di documenti amministrativi oltre modo pasticciati, della cui sostanziale illegittimità il ministero dell’ambiente deve finalmente prendere atto. Ed è anche ora che di questioni energetiche si cominci finalmente a ragionare in modo serio, non rincorrendo i progetti di qualche multinazionale, ma dotandosi di un Piano Energetico degno di questo nome, che dev’essere valutato in modo trasparente e partecipato, come prescrivono le Direttive europee”.


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