venerdì 11 marzo 2011

Piano regolatore di Trieste. Gli ambientalisti interrogano Sindaco e Capigruppo del Consiglio comunale.

Ci sono 18 zone di espansione residenziale (per lo più in Carso e sulla costiera) che nulla giustifica, il destino delle zone “miste strategiche” (ex caserma di Banne, aree della Fiera Campionaria, dell’ospedale “Burlo Garofolo”, del mercato ortofrutticolo, ecc.) è abbandonato alla speculazione immobiliare, in un’area carsica di pregio a Fernetti è previsto un canile, rimarrebbero in vita anche i piani per la “villettizzazione” della costiera creati dal piano regolatore di Illy. E così via.
Queste alcune delle principali criticità individuate dagli ambientalisti nel nuovo piano regolatore, adottato dal Consiglio comunale nell’agosto 2009 ma ancora in attesa di approvazione definitiva.
Da ciò, secondo le associazioni ambientaliste, la necessità di modificare il piano, nel senso di introdurvi tutte le modifiche indispensabili per un’effettiva tutela del territorio e del paesaggio, come richiesto nelle osservazioni presentate insieme a suo tempo da WWF, Italia Nostra, Legambiente e Triestebella. Osservazioni che coincidono con quelle presentate a sua volta dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici.

“Accogliendo le osservazioni migliorative – sottolineano gli ambientalisti – il nuovo piano regolatore potrebbe diventare uno strumento non certo perfetto, ma almeno accettabile. Esiste però il rischio, complice la prossima tornata elettorale e la conseguente paralisi del Consiglio comunale per oltre due mesi, che la mancata approvazione di quello nuovo, faccia rivivere in toto il piano regolatore del 1997(Giunta Illy): significherebbe spalancare la strada a circa 2 milioni di metri cubi di nuove edificazioni anche sulla costiera e in Carso.”
E’ quindi di fondamentale importanza capire, prima delle elezioni, cosa intendono fare il sindaco e i gruppi del Consiglio comunale:

- approvare il nuovo piano così com’è?
- approvarlo introducendovi le modifiche richieste dagli ambientalisti e dalla Soprintendenza?
- approvarlo accogliendo invece le osservazioni peggiorative di privati che chiedono aumenti dell’edificabilità?
- lasciar decadere il nuovo piano e far così rivivere quello di Illy?

Su questo verterà il dibattito, promosso dalle associazioni ambientaliste e moderato da Luciano Santin, che si terrà mercoledì 16 marzo con inizio alle ore 17.30, nella sala riunioni del Centro Servizi Volontariato di via S. Francesco 2.
Aprirà l’incontro una relazione del prof. Livio Poldini, botanico dell’Università di Trieste, che illustrerà le osservazioni della Soprintendenza (alla stesura delle quali ha collaborato); seguirà l’arch. Lucia Sirocco, di Legambiente, che illustrerà le osservazioni degli ambientalisti.
Dopo uno spazio riservato a domande del pubblico, si aprirà la serie degli interventi dei capigruppo del Consiglio comunale e del sindaco, invitati a pronunciarsi con chiarezza sull’argomento.

Programma del dibattito

Ore 17.30: introduzione prof. Livio Poldini (15 min.), docente emerito dell’Università di Trieste,
sulle osservazioni della Soprintendenza in merito alla var. 118
“ 17.45: intervento dell’arch. Lucia Sirocco (Legambiente) sulle osservazioni presentate da
WWF. Italia Nostra, Legambiente e Triestebella in merito alla var. 118 (15 min.)
“ 18.00: domande del pubblico presente (3 min. ciascuno)
“ 18.30: interventi dei Capigruppo (o loro delegati) del Consiglio comunale e del Sindaco
(5 min. ciascuno)
“ 19.30: conclusioni di Dario Predonzan (WWF)

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