mercoledì 31 agosto 2016

Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: come smaltirli

Le nostre case sono piene di apparecchiature elettriche inutilizzate, vecchie o rotte. Il problema sorge su come possiamo sbarazzarcene senza che rimangano abbandonati negli angoli della nostra abitazione a prendere polvere.
Questo tipo di scarti elettrici, chiamati in modo tecnico rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), contengono sostanze nocive per l'ambiente e non sono biodegradabili. Con l'avanzare della tecnologia, aumenta sempre più il rischio di abbandono incauto degli apparecchi elettrici in discariche abusive o nei cassonetti dell'indifferenziato, generando l'inquinamento del suolo, dell'aria e dell'acqua con reazioni negative sulla salute umana.
Non solo, i Raee contengono anche materiali costosi, come ad esempio ferro, oro, rame, tantalite, piombo o mercurio. Se portati nelle apposite discariche, i Raee vengono smaltiti correttamente ed i materiali che li compongono possono essere recuperati e riciclati per produrre nuovi dispositivi elettrici. In caso contrario si continuerà a sprecare risorse ed a sfruttare le miniere, avendo un conseguente impatto sull'ambiente, per estrarne le materie prime necessarie alla costruzione delle apparecchiature.
Il 22 luglio 2016, un decreto del ministero dell'Ambiente permette ai cittadini un nuovo metodo per disfarsi dei piccoli elettrodomestici inutilizzati: l'”uno contro zero”. È una nuova forma di restituzione dei prodotti ai negozianti senza l'obbligo di comprarne uno nuovo in cambio dello smaltimento di quello rotto (come accadeva con l'”uno contro uno”).
Questa nuova direttiva però parla di “piccolissimi elettrodomestici”, quindi non superiori ai 25 centimetri di lunghezza come ad esempio: telefonini, rasoi e spazzolini elettrici, tablet, lettori mp3, sveglie, mouse. Escludendo quindi tutti i grandi elettrodomestici, televisori e computer.
Il decreto, inoltre, concede al ritiro “gratuito” solo alle attività commerciali con una superficie di vendita superiore ai 400 metri quadrati.
Il ministero dell'Ambiente ha concesso anche la possibilità per i grandi negozi di allestire nel loro spazio esterno degli appositi centri di raccolta Raee.
In Italia la raccolta dei Raee è aumentata negli ultimi anni arrivando intorno ai 4,1 chili a persona l'anno (un aumento del 17% rispetto al 2015), però risulta essere ancora indietro rispetto alla media europea, 7 chili a persona, o a quella dei paesi scandinavi che arrivano a 22 chili pro capite divenendo tra i più virtuosi al mondo.
Altra iniziativa utile per contrastare l'abbandono improprio dei Raee è l'applicazione RAEEporter2.0 per iPhone lanciata dall'Ecodom, il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici. L'app consente di fotografare i Raee incustoditi ed inviare in tempo reale lo scatto al sito www.raeeporter.it insieme alle coordinate del luogo in cui si trova il rifiuto, in modo da favorirne così la corretta rimozione.

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