mercoledì 24 agosto 2016

Precisazione a proposito dell'articolo del Messaggero Veneto sulle nutrie

 
Chiar.mo Direttore,
ho letto sul quotidiano da Lei diretto del 12 agosto che il WWF sarebbe d’accordo con la proposta di legge regionale recentemente approvata dalla Giunta regionale di consentire la caccia durante tutto l’anno alle nutrie. Ciò non corrisponde al vero. Si tratta di un’ opinione personale espressa dall’ex presidente regionale del WWF e non quella del WWF Italia.
Il WWF innanzi tutto non è d’accordo all’abbattimento delle nutrie mediante l’uso di arma da fuoco o con una generalizzata apertura alla loro “caccia” (oltretutto in periodo di silenzio venatorio). Tra l’altro, l’abbattimento di nutrie tramite arma da fuoco non è il metodo più efficacie per contenere il numero di questo miocastoride, come affermato a chiare lettere nelle “Linee guida per il controllo della nutria (Myocastor coypus)” redatte dall’ INFS nel 2001, ora ISPRA. Infatti, “sebbene questa tecnica possa fornire risultati di un certo rilievo soprattutto nelle fasi iniziali di applicazione (animali poco diffidenti avvicinabili con relativa facilità), non appare tuttavia in grado di garantire, nel tempo, rese analoghe a quelle del trappolaggio a causa dell’accresciuta elusività dei soggetti conseguente all’azione di abbattimento. Visto, inoltre, il disturbo generalizzato determinato da questa tecnica se ne sconsiglia l’impiego”, che “trova giustificazione solo in occasione di persistenti gelate invernali che costringono le nutrie ad uscire dall’acqua rendendole particolarmente vulnerabili”. Purtroppo spesso s’interviene per far vedere che si fa qualcosa senza badare all’efficacia delle azioni messe in campo e, soprattutto, ignorando quanto è stato fatto in questi ultimi decenni. Di interventi contro le nutrie ne sono stati fatti molti e in alcuni casi anche efficaci, come nei laghi di Mantova dove sono tornate le castagne d’acqua – piante acquatiche tipiche di questo tipo di zone umide e scomparse in gran parte a causa di questa specie aliena -  a seguito di una campagna di trappolaggi. Oppure sono stati rimodellati argini golenali diversamente dal passato - nell’Oasi WWF delle Bine (Mn-Cr) - permettendo di azzerare i danni a queste strutture da parte delle nutrie.

La maggior parte degli interventi non ha dato i risultati sperati soprattutto perché si trattava di azioni una tantum, fatte generalmente per rispondere alle richieste degli agricoltori.
La “lotta alle nutrie” è un problema che si ripropone periodicamente senza che vi sia la capacità di affrontarlo seriamente e soprattutto senza che vi sia la reale volontà di risolverlo. Il modo migliore sarebbe la redazione e applicazione di un adeguato piano di contenimento che coinvolga territori omogenei (non definiti amministrativamente ma geograficamente, come bacini o sottobacini idrografici o corpi idrici chiusi o isolati) , che preveda un’azione continuativa e articolata basata su azioni di prevenzione dei danni (reti elettrificate, argini  e difese spondali realizzate con tecniche anti-nutria…) e  di contenimento delle popolazioni (trappolaggi)  e, infine, che preveda un adeguato sistema di smaltimento delle eventuali carcasse. Senza un piano c’è poco da fare, le nutrie continueranno a prosperare e a diffondersi e l’apertura indiscriminata alla loro caccia produrrà solo frustrazione e danni al resto della fauna.
La invito, pertanto, a pubblicare questa precisazione.
Le invio i miei migliori saluti

Trieste li 24 agosto 2016

                                                                                              Il delegato regionale
                                                                                              Alessandro Giadrossi
______________________
Alla Cortese attenzione
del direttore del Messaggero Veneto

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