lunedì 7 marzo 2016

Cosa fare dei sarmenti


Di Gilberto Carlotto (OA  WWF - Terre del Piave  TV-BL Gruppo AltaMarca)​​​​

Facendo seguito all'incontro avuto martedì 01/03/2016, queste sono le osservazioni sul libretto "Vinaccia e Legno", edito dal Consorzio Conegliano Valdobbiadene prosecco DOCG.
Sono interessanti i dati sulle quantità dei sarmenti raccolti con roto imballatrici = 11.000 t/anno, ma occorre l'aggiornamento dati dal 2010 al 2016, perché l'area vitata è cresciuta.
Lo stesso problema va rivisto per le aree previste con l'uso delle trincia raccoglitrici.
Ritengo troppo ottimistico fare tre centri di raccolta, qualunque sia l'uso finale. I centri di raccolta dovranno prevedere la minor circolazione su strada degli automezzi andata&ritorno. (andata con carico e ritorno vuoti)

DESTINAZIONE FINALE DEI SARMENTI
Produzione energia elettrica e termica (1°parte del libretto)
Dagli studi disponibili, il massimo rendimento si ottiene con la produzione di energia elettrica più l'utilizzo di tutta l'energia termica prodotta. Se quest'ultima non viene utilizzata o utilizzata solo in parte, il rendimento energetico dell'impianto diminuisce sensibilmente.
Dai dati in nostro possesso, risulta che in ogni caso ci saranno emissioni in atmosfera, in contrasto con quanto previsto dai vari accordi internazionali contro l'inquinamento ed il surriscaldamento dell'aria, e con la produzione di ulteriori polveri sottili.
Nel libretto sono indicate tutte le emissioni in atmosfera, comparate con i limiti previsti. Nella nostra situazione di inquinamento ambientale, non è ammissibile incrementare neanche di un grammo gli inquinanti nell'aria e le polveri sottili, bensì dobbiamo sostenere ed incentivare ogni attività che li riduce.

Produzione del compost (2°parte del libretto)
Questa è la soluzione migliore e più rispondente alla tutela dell'ambiente e della salute, perché:
. raccolta dei sarmenti molto più diffusa, con minor circolazione dei mezzi su strada
2. tanti centri di raccolta non creeranno problemi logistici per i magazzini delle rotoballe
3. soluzione già proposta dal CRA-VIT di Conegliano, con abbondanza di dati positivi
4. non crea scarti di nessun tipo, perché tutto viene riciclato
5. ogni azienda agricola diventa così responsabile non solo del prodotto finito, ma di tutta la sua filiera produttiva, dalla materia prima agli scarti di lavorazione
6. solleva gli enti pubblici dai problemi di ulteriori controlli, causa mancanza di emissioni
7. dalla lettura di "Vinaccia e Legno", si nota un certo compiacimento perché questo processo conduce alla biosanificazione del terreno
8. l'utilizzo del compost ridurrà del 60% la necessità di acquisto dei fertilizzanti, come ben spiegato dal rapporto CRA-VIT di Conegliano
9. la riduzione dell'uso dei prodotti chimici nei vigneti, come previsto dalle leggi comunitarie e nazionali, renderà senz'altro più appetibile la trasformazione dei sarmenti in compost

Questa è l'ultima pagina di "Vinaccia e Legno":
"Un picco di crescita è presente solo per le tesi Borlanda e Borlanda Micotric-Euroacitv, mentre il testimone, la tesi Xurian e Biopromoter continuano la loro crescita, anche se nel tempo diminuiscono l'incremento. Pur con i limiti di una sperimentazione solo biennale, si può ritenere che durante il processo di compostaggio dei soli sarmenti di vite, si possa ottenere un abbattimento totale della carica di C. destructans ed un ottimo effetto, con efficacia dell'86% e l'88%, estendibile a 100% attraverso biosanificazione, anche su P.aleophilum e P.clamydospora, tutti importanti patogeni coinvolti nel Mal dell'Esca e tracheomicosi ad esso associate, malattie in costante diffusione e tra le più preoccupanti della vite. Oltre a ciò, come altro effetto positivo derivante dalla biosanificazione si ottiene un'importante massa con cui veicolare un'elevata quantità di BCAs da distribuire in vigneto per contribuire a contenere malattie, come quelle del legno, di problematico controllo." 

Il WWF conferma la sua disponibilità a collaborare con il "Consorzio Conegliano Valdobbiadene prosecco DOCG" e con gli Amministratori locali,  nel perseguire questi primi obiettivi:
a.      sospendere l'uso degli erbicidi nei vigneti "si può", attuando i progetti già promossi e  divulgati dal Consorzio nel corso dell'anno 2015
b.      far cessare la bruciatura degli scarti agricoli, sia all'aperto che in caldaia, perché l'alternativa esiste ed è stata sperimentata con successo, dal CRA-VIT di Conegliano e dallo stesso Consorzio, con la produzione del "compost".
Segnalo a tutti quanti, che la letteratura relativa alle biomasse, scrive di utilizzare legno vergine. Purtroppo non si può dire così della potatura delle viti,  la loro verginità l'hanno persa, ormai, da molti anni: essendo impregnate di prodotti chimici persistenti. Una delle principali caratteristiche di questi prodotti chimici è proprio la loro durata e la loro resistenza nel tempo.  È giunto il momento per un deciso intervento del "Consorzio Conegliano Valdobbiadene DOCG" affinché  informi i propri associati che solo un'agricoltura  "rispettosa dell'ambiente" è un'agricoltura "economicamente sostenibile" 

Pieve di Soligo 03/03/2016 

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