venerdì 24 gennaio 2014

Effetti del rigassificatore a ciclo aperto di Porto Viro sull'ecosistema marino e l'anomala moria di delfini e tartarughe

Pubblichiamo il comunicato stampa dell'eurodeputato Andrea Zanoni, in cui viene citato il documento del Comitato Scientifico del WWF Trieste: L'utilizzo di acqua di mare negli impianti di rigassificazione del GNL,  quale unico studio in materia.

Comunicato stampa di Andrea Zanoni
L'Ue esamina gli effetti del rigassificatore di Porto Viro (Rovigo) sull'ecosistema marino
 
Il Commissario Ue all'Ambiente chiede informazioni all'eurodeputato Andrea Zanoni sui presunti effetti del rigassificatore a cielo aperto sull'ecosistema marino dell'Adriatico e le eventuali connessioni con la moria di delfini e tartarughe.

Zanoni: “Fornirò alla Commissione il documento del WWF e dell'ARPA Emilia Romagna. Bisogna fare piena luce sui reali effetti sull'ambiente di questi rigassificatori” 

“La Commissione esaminerà con interesse eventuali informazioni che l’onorevole parlamentare le farà pervenire” sugli effetti dei rigassificatori “a ciclo aperto” sull’ecosistema marino. E' la risposta del Commissario UE all'Ambiente Janez Potočnik all'interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato PD e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, sugli effetti del rigassificatore a ciclo aperto di Porto Viro, a 70 km da Ravenna, sull'ecosistema marino e le eventuali connessioni con l'anomala moria di delfini e tartarughe.   “Al momento la Commissione non ha elementi che dimostrino un rapporto di causa-effetto tra l’attività dell’impianto e la diminuzione degli stock ittici e/o la moria di delfini e tartarughe”, fa sapere il Commissario Ue a Zanoni, e questo perché “la Commissione non è a conoscenza di studi specifici a livello Ue o internazionale sugli effetti dei rigassificatori a ciclo aperto sull’ecosistema marino”.

“Sarà mia premura inviare personalmente alla Commissione europea il documento di approfondimento WWF L’utilizzo di acqua di mare negli impianti di rigassificazione del GNL - afferma l'eurodeputato – Visto che secondo questo documento l'immissione in mare dell'acqua utilizzata dalla struttura a temperature inferiori, con una maggiore presenza di cloro-derivati e sostanzialmente sterile, ovvero priva del suo contenuto di larve, gameti e sostanze nutritive, incapace di rendere all’ambiente i servizi ecosistemici, nonché il suo rimescolamento a grande velocità e forte pressione e le ingenti schiume così prodotte in mare, sembrerebbero interferire con l’ecosistema marino, in particolare con la fauna ittica, alterando il già precario equilibrio della zona del mar Adriatico interessata, aspetti rilevati dalle amministrazioni locali e confermati dall'Agenzia regionale per la Prevenzione e l’Ambiente (ARPA) Emilia Romagna”.

“La Commissione europea si è dimostrata aperta ad affrontare una questione sulla quale non esistono al momento studi specifici. Per questo è fondamentale fare luce su cosa può veramente comportare per l'ambiente l'attività di questi rigassificatori. Non possiamo permettere che il già precario equilibrio marino dell'Adriatico subisca un'altra spallata”, conclude Zanoni.

NOTE

Sotto accusa il rigassificatore offshore “a ciclo aperto” nel comune di Porto Viro (Rovigo), nelle immediate vicinanze del delta del Po, che dal 2008 riconduce il metano liquefatto allo stato gassoso utilizzando il sistema del recupero di calore dall’acqua di mare per sottrazione. A fine luglio scorso il problema era stato sollevato già dall’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca dell'Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, che in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando aveva chiesto di risolvere rapidamente i problemi legati al rigassificatore off-shore di Porto Viro, per garantire la tutela dell’ecosistema marino, della fauna ittica e in particolare dell’importante attività di molluschicoltura della zona.

Link al documento WWF: L'utilizzo di acqua di mare negli impianti di rigassificazione del GNL

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