giovedì 12 dicembre 2013

Ecco le nuove mappe di Google

di Francesca Petrera

No, non stiamo parlando di una nuova App per il vostro smartphone che vi farà viaggiare tranquilli lasciando a casa le care e vecchie cartine stradali. Questa volta Google ha promosso un nuovo progetto scientifico sviluppato assieme all’Università del Maryland, in collaborazione con il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). Si tratta di una mappa globale ad alta risoluzione delle foreste del nostro pianeta, che include sia quelle attuali sia quelle ormai scomparse. Una risorsa gratuita, disponibile on line per chiunque sia interessato allo stato di salute del nostro ambiente.

I risultati del progetto sono stati pubblicati sulla rivista Science e mostrano come, a causa della deforestazione, si siano perse moltissime aree verdi. Stiamo parlando di 2,3 milioni di chilometri quadrati scomparsi dal 2000 al 2012. Il dato è senz’altro preoccupante se pensiamo che le nuove foreste occupano solo 0,8 milioni di chilometri quadrati. Una perdita incredibile causata principalmente da incendi e disboscamenti. La perdita o il guadagno in termini di copertura forestale non sono dati isolati perché racchiudono molti aspetti importanti dell’ecosistema globale, come la regolazione del clima, lo stoccaggio della CO2, la biodiversità e la disponibilità d’acqua, ma fino ad oggi non era stato possibile ottenere dati dettagliati e precisi per valutare il fenomeno sia su scala globale sia a livello locale.
La mappa verrà aggiornata costantemente di anno in anno ed è stata costruita analizzando i dati (pubblici) del satellite Landsat 7 dal 1999 al 2012:  più di 650 mila immagini elaborate grazie al Google Earth Engine che ha permesso di ottenere una risoluzione finale di 30 metri. “Le analisi, che per un solo computer sarebbero durate 15 anni, sono state completate in pochi giorni utilizzando Google Earth Computing Engine” ha spiegato il professor Matthew Hansen dell’Università del Maryland. Oggi quindi, è possibile consultare la mappa interattiva osservando le aree verdi che rappresentano le foreste, quelle rosse corrispondenti alle zone perse, le blu a quelle guadagnate e le fucsia a quelle che hanno subito sia perdite che guadagni.
Le osservazioni dei dati del satellite hanno mostrato che il tasso di cambiamento maggiore si è avuto nelle foreste subtropicali, soprattutto a causa dell’utilizzo intensivo del suolo. Nel complesso, la perdita di foresta tropicale è in aumento di circa 2.100 chilometri quadrati all’anno. Le immagini mostrano però anche i progressi del Brasile nel ridurre la deforestazione. Il Paese sudamericano è stato a lungo il responsabile della quota maggiore della deforestazione tropicale del mondo e ha mostrato il maggior calo in perdita annuale delle foreste, portando le cifre dai 40 mila chilometri quadrati del 2003-2004 a 20 mila chilometri quadrati nel 2010-2011. I progressi del Brasile nel ridurre la deforestazione è stata però più che compensata dalle perdite in Paesi come Indonesia, Malaysia, Paraguay e Angola. L’Indonesia, infatti, ha avuto il maggiore aumento della deforestazione e ha più che raddoppiando la sua perdita annuale di quasi 20 mila chilometri quadrati nel 2011-12.
A livello locale il progetto è interessante perché ciascun Paese, avendo accesso ai propri dati, può valutare lo stato di salute delle proprie foreste e decidere di sviluppare politiche adeguate per rallentare la perdita o incrementare l’aumento delle aree verdi a livello individuale. Un chiaro esempio di un progetto globale con ricadute locali.

Questo articolo è pubblicato su OggiScienza con licenza creative commons. 

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