mercoledì 12 settembre 2012

Liberi di Volare: un successo i primi mesi di attività


La conclusione della stagione migratoria ci dà l’occasione di parlare degli ottimi risultati realizzati dall’Associazione Liberi di Volare, associazione che si è costituita da pochissimi mesi e che ha come scopo la salvaguardia di rondini e rondoni. Tra le attività dell’Associazione Liberi di volare ci sono la cura, la riabilitazione e la reintroduzione in natura dei soggetti feriti ed è proprio su questi compiti che si è maggiormente concentrato fino ad ora il lavoro dei volontari. 
Per Liberi di Volare questa prima stagione è stata molto ricca, impegnativa  e soddisfacente:  sono stati accolti e curati in tutto 78 esemplari, pervenuti da più parti d'Italia e persino dall'isola di Lesina in Croazia. Di questi, il 90% è guarito ed è potuto tornare in natura. Qualche giorno fa è stato liberato l’ultimo rondone, Glicine.
Intanto prosegue l’attività di ricerca, che l’associazione ha avviato con il Sincrotrone di Trieste e l'Università di Camerino e si rafforza la collaborazione con la Mauersegler Klinik di Francoforte Sul Meno, centro europeo di eccellenza per la cura del rondone, alla quale l’associazione Liberi di Volare si appoggia per i casi più complessi, in particolare per l’imping (impianto di penne), tecnica già impiegata con successo durante questa stagione su alcuni rondoni con le penne spezzate.

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