mercoledì 29 agosto 2012

Commento all’articolo del 29 agosto 2012 su “Il Piccolo”: “Benzopirene troppo alto Ferriera a rischio stop”


In riferimento all’articolo del 29 agosto 2012, su “Il Piccolo”: “Benzopirene troppo alto Ferriera a rischio stop”, in cui viene riportata una tabella riassuntiva di dati medi di benzo[a]pirene da gennaio a giugno fornita da ARPA FVG ed in cui si commenta che “La media dei primi sei mesi in via San Lorenzo in Selva, nelle immediate adiacenze dello stabilimento, arriva addirittura a 4,6 nanogrammi, mentre anche in via Pitacco, sempre a Servola, si raggiungono i due nanogrammi. Situazione molto diversa quella rilevata dalle altre tre centraline, che si trovano in via Svevo, in piazza Garibaldi e a Muggia e dove la soglia è solo sfiorata. Certo è che rispetto ai picchi dei primi mesi dell’anno (5,5 a marzo in via San Lorenzo in Selva e 3,9 a gennaio in via Pitacco) si sta lievemente scendendo.”; si vuole sottolineare che la diminuzione di benzo[a]pirene andando dai mesi freddi ai mesi caldi può non essere sintomo di una reale diminuzione dell’inquinante in aria, ma di un fenomeno che riguarda la procedura di campionamento.

La procedura di campionamento prevede che l’inquinante venga raccolto sui dei filtri tramite apposite pompe aspiranti, successivamente i filtri vengono recuperati da un operatore e portati in laboratorio. Finché il filtro non viene portato in laboratorio esso può essere esposto ad alcuni agenti chimici presenti nell’aria, tra cui l’ozono. L’ozono è in grado di degradare il benzopirene presente sul filtro, quindi è possibile che il filtro, all’arrivo in laboratorio per effettuare l’analisi, non contenga più la quantità di benzopirene originaria; in pratica può avvenire una sottostima della concentrazione dell’inquinante.

E’noto che la presenza di ozono in aria aumenta all’aumentare delle temperature (sito web ARPA FVG), quindi aumenta procedendo dai mesi invernali verso quelli estivi, per cui è possibile che nei mesi più caldi il benzopirene venga sottostimato. Ne consegue che la diminuzione che si osserva nei dati della tabella presente nell’articolo potrebbe non essere indice di una reale diminuzione avvenuta in aria in prossimità dell’abitato di Servola.


Dr. Chim. P. Barbieri e Dr. Chim. S. Licen
(Comitato scientifico WWF TS)


Riferimenti Bibliografici
- EN 15549:2008, Qualità dell aria - Metodo normalizzato per la misurazione della concentrazione di benzo[a]pirene in aria ambiente
- C. Schauer et al. “Polycyclic aromatic hydrocarbons in urban air particulate matter: decadal and seasonal trends, chemical degradation, and sampling artifacts” (Environ. Sci. Technol. 2003, 37, 2861-2868)
- M. Goriaux et al. “Field comparison of particulate PAH measurements using a low-flow denuder device and conventional sampling systems” (Environ. Sci. Technol. 2006, 40, 6398-6404)

Questo è l'articolo di Silvio Maranzana pubblicato su "Il Piccolo", al quale il commento si riferisce:

IL PICCOLO - MERCOLEDI', 29 agosto 2012

Benzopirene troppo alto Ferriera a rischio stop
Se i dati che arriveranno ai primi di settembre non saranno più rassicuranti Cosolini firmerà subito l’ordinanza per la riduzione o la sospensione dell’attività
Un’ordinanza che intima alla Ferriera di Servola la riduzione dell’attività, e di conseguenza delle emissioni, a tutela della salute dei cittadini. Il sindaco Roberto Cosolini la firmerà nei primi giorni di settembre, a meno che non si verifichino congiuntamente le due circostanze che potrebbero scongiurarla: l’accentuata prosecuzione di una tendenza che negli ultimi mesi ha registrato, seppur restando su livelli complessivamente alti, un lieve decremento della concentrazione atmosferica di benzopirene nel rione di Servola, e un parere in qualche modo rassicurante da parte dell’Azienda sanitaria che, come vuole la legge, è stata interpellata rispetto alle ultime rilevazioni, ma non ha ancora fornito la risposta che è comunque attesa a breve. I dati registrati dalle centraline dell’Arpa tra gennaio e giugno di quest’anno, come si evince dalla tabella che pubblichiamo, sono comunque estremamente allarmanti. «La legge cui facciamo riferimento e che anticipa gli orientamenti comunitari e nazionali - spiega infatti l’assessore comunale all’Ambiente Umberto Laureni - è la legge regionale numero 1 del 2012 e fissa nella misura di un nanogrammo per metrocubo la soglia massima di tolleranza riguardo alla concentrazione atmosferica di benzopirene». La media dei primi sei mesi in via San Lorenzo in Selva, nelle immediate adiacenze dello stabilimento, arriva addirittura a 4,6 nanogrammi, mentre anche in via Pitacco, sempre a Servola, si raggiungono i due nanogrammi. Situazione molto diversa quella rilevata dalle altre tre centraline, che si trovano in via Svevo, in piazza Garibaldi e a Muggia e dove la soglia è solo sfiorata. Certo è che rispetto ai picchi dei primi mesi dell’anno (5,5 a marzo in via San Lorenzo in Selva e 3,9 a gennaio in via Pitacco) si sta lievemente scendendo. «La legge regionale dà al sindaco la possibilità di intervenire facendo riferimento alla media annuale dei rilevamenti - aggiunge Laureni - ma a Servola gli sforamenti sono già stati talmente evidenti che anche se, per paradosso, in tutto il secondo semestre si verificassero concentrazioni di benzopirene pari a zero, ci sarebbero comunque già ora gli estremi per emettere un’ordinanza ingiuntiva». È chiaro però che quella che è una sorta di bomba ecologica e che al Tavolo di lunedì congiuntamente Regione, Provincia e Comune hanno deciso in via definitiva di disinnescare nel 2015 rischia di trasformarsi anzitempo in una bomba sociale. Anche la sola riduzione dell’attività infatti, senza pensare alla sua sospenzione, causerebbe l’immediata messa in cassa integrazione di un’ampia fetta di lavoratori e potrebbe far precipitare la crisi della Sertubi, della cui già difficile situazione riferiamo a fianco, e l’indotto. Chiaro dunque che anche lì’amministrazione comunale intenda procedere con i piedi di piombo. «Il sindaco già a gennaio - rivela l’assessore all’Ambiente - aveva emanato alcune prescrizioni che riguardavano in particolare l’eliminazione di undici specifici punti di emissioni dallo stabilimento e con una personale verifica ho potuto constatare che l’azienda vi ha in massima parte adempiuto. Poi dopo una forte fuoriuscita di ammoniaca a febbraio che aveva anche causato malori tra la popolazione, abbiamo chiesto una modifica dell’assetto dirigenziale dell’azienda, ritenendo il management inadeguato rispetto alle tematiche ambientali. In effetti la Lucchini ha cambiato il direttore strategico della Ferriera, gli ha affiancato un direttore tecnico e ha cambiato il responsabile della cokeria che è il reparto dal quale proviene la maggior parte delle emissioni». «È innegabile che qualcosa da parte della Lucchini è stato fatto - tira le somme lo stesso sindaco Cosolini - se continua una netta tendenza alla riduzione delle emissioni ne terremo atto, ma se così non sarà all’inizio del mese prossimo mi riterrò obbligato a emettere un’ordinanza che in prima battuta non sarà quella dell’obbligo di sospensione, ma certamente dell’obbligo di riduzione dell’attività».
Silvio Maranzana


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