giovedì 22 marzo 2012

“Riuso e raccolta differenziata. Verso un Comune a rifiuti zero” intervento di Alessandro Giadrossi alla conferenza "RIFIUTI: PERCHÉ DIFFERENZIARE?"

Discorrere di raccolta differenziata è un fatto culturale? Lo è sicuramente. Si tratta di cultura materiale, di conoscenze legate alla vita quotidiana. Quelle che si acquisiscono con l’esperienza, non nella scuola d’oggi. Le pratiche agricole, le ricette della cucina, l’uso degli attrezzi, dei materiali, la cura della salute, lo svolgimento di una festa o di un rito.
Cent’anni fa tutti sapevano di cosa erano fatti gli oggetti, da dove provenivano, chi ne era stato il loro autore. Oggi non lo sappiamo. Ne conosciamo solo il rivenditore. Il ciclo di vita di quei beni era lunghissimo. Nessuno se ne disfaceva. Erano tramandati, una gran parte delle volte, di padre in figlio. Nulla si buttava, tutto sarebbe potuto tornare utile.
La civiltà dei consumi ha, invece, promosso una cultura dell’ “usa e getta”. Non ha tenuto conto del fatto che le risorse del pianeta non sono rinnovabili; anzi sono scarse.
La conseguenze dell’ “usa e getta” sono ricadute sulla collettività – quindi sui Comuni – non sui produttori. Nell’arco di una generazione ci si è, per fortuna, accorti che stavamo riempiendo il mondo dei nostri scarti. Se collocati in modo sconsiderato nell’ambiente, se bruciati senza cautela, depauperavano l’ambiente.
La raccolta differenziata oggi ha un valore simbolico ed educativo, elemento della cultura materiale del cittadino moderno.
Simbolico perché il cittadino, rispetto all’approccio consumistico, è costretto ad un’analisi dei propri consumi, del proprio modello di vita, persino della sua identità.
Il rapporto tra cittadino e acquisti  e, in una fase successiva – spesso molto ravvicinata -  l’analisi dei rifiuti diviene l’indicatore del livello socio culturale di una comunità.
Un Comune a c.d. “rifiuti zero” promuove non solo una sana gestione dei propri bilanci e un modello di sviluppo coerente con gli obblighi intergenerazionali di tutela dell’ambiente. E’ un Ente che ha a cuore il livello culturale dei propri cittadini e che crede nella democrazia.
Le nuove strategie europee sulla gestione dei rifiuti vanno in questo senso. Quando, infatti,  interviene la raccolta differenziata il rifiuto è già stato prodotto. Il suo fine è quello della preselezione del rifiuto c.d. “indifferenziato”, separare quanto può essere immesso nella filiera del riciclo. L’Unione europea e il nostro Paese che ha recepito l’ultima direttiva sui rifiuti, puntano a evitare la produzione dei rifiuti favorendo il riuso.  La prospettiva è quella di favorire comunità che producano quello che consumano. Su scala locale. Questo modello favorirà l’instaurarsi di rapporti di prossimità, un mercato locale (cibi a chilometro zero, produzioni artigianali, ecc.), una comunità che si nutre di prodotti stagionali, sia freschi, sia conservati a livello domestico. Tutto ciò avverrà quale conseguenza del fallimento di un modello di crescita economica, sempre più evidente, per preferire quella che Latouche chiama “frugalità felice”. Questa nuova forma di commercio, non avviene su un lungo percorso, non ha necessità di imballaggi, che rappresenta la parte maggioritaria dei rifiuti attualmente prodotti dai cittadini. Imballaggi che, in gran parte dei casi, sono solamente un veicolo della pubblicità.
Il Comune di San Dorligo della Valle – Dolina ha fatto, in questi ultimi anni, passi da gigante rispetto agli altri Comuni della Provincia di Trieste. Rappresenta – a livello locale – un modello di gestione del problema dei rifiuti quanto a miglioramento della raccolta differenziata.
Il WWF Italia persegue una politica di coinvolgimento delle comunità, delle categorie economiche, delle istituzioni locali, dei cittadini, condizione necessaria per l’efficacia della propria missione, per garantire nel tempo i risultati ottenuti, per realizzare un cambiamento profondo e duraturo nei comportamenti individuali e collettivi.
Il WWF Trieste da oltre trent’anni è stato in prima file nella richiesta agli amministratori di una corretta gestione dei rifiuti. Ora vuole diventarne il protagonista, in coerenza con la strategia europea. Vanno indicate nuove possibilità di riduzione dei rifiuti e di miglioramento della raccolta differenziata.  Nel sito del WWF Trieste, in collaborazione con il Comune di Trieste e con Acegas Aps, settimanalmente sono inserite nuove informazioni su riuso e raccolta differenziata. I cittadini possono rivolgere domande, inviare segnalazione sui disservizi nella raccolta differenziata, inoltrare delle proposte. A tutte verrà data una pronta risposta. I cittadini potranno anche conoscere la filiera dei riciclo, sapere dove i rifiuti che hanno selezionato vanno a finire, avere indicazioni sul corretto compostaggio, conoscere negozi, artigiani e mercati del riuso e dell’usato.  Altrettanto potrà essere fatto nella seppur diversa realtà di Dolina.
Il Comune, dal canto suo, potrà favorire un piccolo mercato della riparazione, della manutenzione  e del riuso, parallelo al mercato dei prodotti alimentari e artigianali. Andranno, poi, stipulati accordi con la grande distribuzione per favorire la vendita del prodotto sfuso e ridurre così al massimo la quantità di imballaggio che andrebbe, inevitabilmente, a ricadere sul sistema locale di raccolta.
Quanto al miglioramento della raccolta differenziata, Comune e associazionismo dovranno continuare ad acculturare i cittadini su come selezionare i rifiuti che produce e collocarli correttamente nei contenitori. Andranno coinvolte, in particolare, le scuole e gli insegnanti.
In coerenza con il principio di “ridurre i percorsi dei rifiuti” andranno inviduate – su scala comprensoriale – piattaforme di riciclo.
Fondamentale, tuttavia, sarà comprendere che quegli obiettivi si raggiungeranno assieme alla comunità se con essa l’Amministrazione saprà, con trasparenza, dialogare su costi e tariffe. I cittadini, a dispetto di chi li vorrebbe consumatori passivi, vogliono ancora contare nella società,  sentirsi parte di una strategia di comunità.
Parlare di riuso, riparazione, manutenzione e raccolta differenziata, per queste ragioni, costituisce un buon esercizio di democrazia. Il che non guasta!

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