martedì 14 febbraio 2012

L'articolo del quotidiano Il Piccolo sul "no" al rigassificatore a Trieste

Seduta maratona in Consiglio comunale per il voto sul parere negativo al progetto del rigassificatore di Zaule. La discussione è proseguita sino a notte inoltrata, galoppando fra interventi-fiume dopo l’illustrazione tecnica della delibera firmata dall’assessore con delega all’Ambiente Umberto Laureni.
Un documento dal duplice contenuto: non solo la versione definitiva del progetto presentato dal colosso spagnolo dell’energia Gas Natural, ma anche quello collegato di variante urbanistica e portuale volta a creare le condizioni per l’insediamento industriale. Un tema complessivo pesante, pesantissimo. Su cui i lavori del Consiglio stavano preparando - sino alla tardissima serata - la strada a una votazione dall’esito all’apparenza scontato: “sì” alla delibera, cioè parere ancora negativo al terminale di rigassificazione. Un “no”, in sintesi. L’ennesimo da parte del Municipio dopo quelli del 2006 e del 2007 (quest’ultimo dopo le integrazioni fornite da Gas Natural). Ma la sentenza dei numeri, con la probabile unanimità dell’aula, è arrivata solo a notte inoltrata. Chi ha preso la parola nel corso della discussione pre-voto non ha in effetti nascosto dubbi e perplessità. A iniziare da quelle ambientali, sottolineate in primis dallo stesso Laureni: «Secondo il progetto, l’acqua da usare per riscaldare il gas liquefatto e farlo ritornare allo stato aeriforme è quella del mare, che poi torna in mare. Ma quella stessa acqua, per scaldare il gas si raffredda». Non solo: «L’acqua verrebbe “clorata” - prosegue Laureni - per impedire l’accumulo di sostanze nell’impianto. Nulla ci dice, però, il proponente sul fatto che in molti impianti del genere il cloro con l’acqua reagisce comunque. Ci sono quindi un problema termico e uno di composti indesiderati». E Laureni, forte del parere tecnico elaborato dagli uffici, mette nel mirino pure la richiesta di variante urbanistica: «È estesa a tutta l’area e non solo alla parte interessata dal progetto del rigassificatore. Per questo va rigettata». Altra motivazione per il “no” al progetto, quella del rischio incidenti e collegato effetto domino: «Preoccupante - è l’ulteriore sottolineatura di Laureni citando un altro passaggio della delibera - è che il proponente rimandi a dopo il rilascio dell’autorizzazione ogni verifica sugli effetti del rischio». E un grande punto interrogativo rimane pure sulle possibili ricadute economiche per la città dalla realizzazione dell’impianto: «Le voci sulle royalties rimangono tali», ribadisce Mario Ravalico del Pd. Paolo Rovis (Pdl), rilevando come il collega ddi Matteo Unterweger
i partito Piero Camber «la totale assenza di Gas Natural» nella vicenda in termini di confronto, ricorda poi: «Il voto del Consiglio comunale sarà del tutto ininfluente, obbligatorio ma consultivo. Un parere politico». Che finirà in ogni caso sul tavolo delle Conferenze dei servizi chiamate a prendere la decisione finale. Ancora dall’opposizione il “grillino” Stefano Patuanelli: «Oltre alle informazioni tecniche, avremmo voluto qualche parola sul pensiero della giunta in merito al rigassificatore e all’approvigionamento energetico della città». Dal versante della maggioranza di centrosinistra frecciate di Roberto Decarli (Trieste cambia) a Maurizio Bucci (Pdl) e altre stilettate implicite alla precedente amministrazione di centrodestra: «Per la prima volta ci esprimiamo entro i termini, a dimostrazione di una serietà tecnica e politica». E mentre Sel fa sapere che il suo è un «no a ogni rigassificatore» e il leghista Maurizio Ferrara propone un ordine del giorno per arrivare a una «definitiva contrarietà incondizionata» del Comune al progetto, Marino Andolina della Federazione della Sinistra certifica la rinnovata coesione dell’intera assise: «Di solito si fa festa se una pecorella torna all’ovile, qui all’ovile è tornato tutto il gregge».
di Matteo Unterweger
Il Piccolo,  14-02-12, pag 26, edizione Nazionale

Nessun commento:

Posta un commento