lunedì 8 agosto 2011

PIANO REGOLATORE DI TRIESTE: UNA PARTECIPAZIONE SOLO VIRTUALE?


Le associazioni lamentano il ritardo nell’avvio delle consultazioni per il “processo partecipativo” e chiedono al sindaco di divulgare quanto prima l’elenco dei progetti che potrebbero passare in assenza del nuovo Piano.

Nell’affollatissimo dibattito sul piano regolatore di Trieste, svoltosi presso l’auditorium del Museo “Revoltella” lunedì 1 agosto, grande enfasi è stata data dal sindaco Cosolini e dagli assessori Omero e Marchigiani al metodo partecipativo, che la nuova amministrazione comunale intende adottare fin dalla fase preliminare alla predisposizione delle direttive per il nuovo piano.
Direttive che, come il sindaco ha sottolineato, si prevede siano approvate dal Consiglio comunale verso la metà di settembre.
Prima di quella data dovrà appunto essere svolto un ampio “processo partecipativo”, di cui il dibattito al Revoltella è stato soltanto il prologo: il processo continuerà infatti, ha annunciato il sindaco, con una serie di incontri di approfondimento, nei quali l’amministrazione comunale si confronterà con associazioni ambientaliste, comitati di cittadini, categorie economiche, ordini professionali, sindacati, ecc.
Si tratta, senz’altro, di un intento apprezzabile, poiché da molti anni anche le associazioni ambientaliste – ridotte al ruolo di vox clamans in deserto dalle precedenti amministrazioni comunali – propugnano l’adozione del metodo partecipativo per tutte le scelte su temi di grande portata, qual è senza dubbio un piano regolatore.

Entro “uno o due giorni”, aveva annunciato il sindaco al Revoltella, il Comune avrebbe inviato a tutte le organizzazioni una proposta di calendarizzazione degli incontri previsti.
A una settimana di distanza, però nessuna comunicazione è ancora arrivata ai recapiti delle associazioni ambientaliste.

Nel frattempo sono scadute (il 6 agosto), le norme di salvaguardia imposte all’atto dell’adozione dell’ormai accantonato variante 118, ed è quindi ritornata in vigore la precedente variante 66 (nota come Illy-Portoghesi-Cervesi).
Si è aperta così la “finestra”, durante la quale potranno essere approvati progetti conformi alle previsioni di questa variante, che com’è noto ammette l’edificabilità in molte aree che la variante 118 aveva classificato agricole o forestali, soprattutto lungo la fascia costiera e sull’altopiano carsico. Soltanto una sollecita approvazione della delibera di direttive, accompagnate da nuove norme di salvaguardia, potrà ridurre il rischio che la “finestra” diventi la breccia attraverso la quale anche interventi di grande impatto possano trovare il modo di essere realizzati.
Il sindaco, nei vari incontri avuti nelle scorse settimane, si era impegnato da un lato a divulgare un elenco aggiornato dei progetti, conformi alla 66, potenzialmente autorizzabili dagli uffici comunali.
Questo elenco, già richiesto dagli ambientalisti durante l’incontro con il sindaco del 28 giugno scorso, non è stato ancora fornito.
Dall’altro lato, l’impegno era appunto quello di ridurre al minimo la durata della “finestra” di validità della variante 66, per ridurre il pericolo che vengano autorizzati interventi in numero e tipologia tale da comportare pesanti manomissioni del territorio e del paesaggio.
Il ritardo nell’avvio delle consultazioni per il “processo partecipativo” sulle direttive del nuovo piano regolatore, legittima però il timore che – considerato anche il periodo agostano – l’approfondimento ed il confronto sui contenuti delle direttive stia incontrando delle difficoltà, e che anche la prevista conclusione del processo con l’approvazione della delibera di direttive alla metà di settembre possa slittare in avanti nel tempo, con tutte le conseguenze negative del caso.

WWF, Legambiente e Italia Nostra invitano perciò il sindaco a:
1-      comunicare quanto prima il calendario degli incontri previsti per il confronto sulle direttive del nuovo piano regolatore
2-      divulgare al più presto l’elenco, completo e corredato di tutte le informazioni necessarie, dei progetti che potrebbero essere approvati dopo l’avvenuto ritorno in vigore della variante 66.
Il rischio, altrimenti, è che il processo partecipativo rimanga un mero annuncio o sia solo virtuale.
Recapiti :
WWF Trieste, via Rittmeyer 6, 34132 Trieste, tel. 040 360551, e-mail: wwfts@libero.it
Italia Nostra - Sezione di Trieste, via del Sale 4/b, 34121 Trieste, tel. 040 304414, e-mail: trieste@italianostra.org
Legambiente - Circolo Verdazzurro, via Donizetti 5/a, 34133 Trieste, tel. 040 577013, e-mail: info@legambientetrieste.it

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