martedì 29 marzo 2011

Alexander Langer, il viaggiatore leggero.



La nuova edizione, per i tipi della Sellerio, del libro di Alexander Langer, Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995 sarà l’occasione il 31 marzo, alle ore 18, per una conferenza organizzata da WWF Trieste, Gruppo/Skupina 85 e il Forum Cerniera della Fondazione Langer che si terrà presso la Libreria Internazionale Italo Svevo di Trieste – via Battisti 6 (galleria Fenice) e alla quale parteciperanno Edi Rabini, curatore del volume, Patrizia Vascotto, Alessandro Giadrossi, Marino Vocci e Fabiana Martini.
L’ampiezza degli interessi di Langer si ritrova tutta negli scritti ora raccolti in questo volume. Ognuno potrà ritrovare i temi a lui più cari: quelli del pacifismo o della convivenza disarmata - conseguenza di incontri fondamentali nel suo percorso, uno tra tutti quello con  don Milani - dell’ecologismo e della nascita dei partiti verdi, ma anche della decrescita ora cara a Latouche che Langer chiamava “autolimitazione”.
L’elemento più moderno che continuiamo a ritrovare in Langer è la sua critica dell’assolutismo ideologico. Langer, ad esempio, criticava la frase iniziale del programma dei verdi tedeschi “noi siamo l’alternativa a tutti i partiti tradizionali”. Diceva, polemicamente, che ci si sente l’anima di chi scende dall’arca dopo il diluvio.
Ora che i problemi ambientali, trent’anni dopo, sono divenuti ancor più drammatici – lo stiamo vivendo in queste ore di nuovo incubo nucleare – la riflessione che ci viene spontanea è che l’unica cosa che è cambiata è la scomparsa dei partiti tradizionali. Lo diciamo con una punta di rimpianto, non tanto per il venir meno della forma di partito, quanto per la scomparsa di una classe politica nel nostro paese. Né all’orizzonte, almeno in Italia, vi è segnale alcuno del sorgere di un movimento politico ecologista.
Rimane, invece, l’importanza del dialogo con tutti e in particolare con quegli strati sociali, sempre più rari, che non hanno ancora “subìto per intero la lobotomia industrialista e modernizzatrice”.
Nell’attimo che stiamo vivendo questi scritti ci appaiono come un breviario laico al quale ricorrere come ad una bussola in mezzo al mare procelloso. Anche per ritrovare la buona strada nel nostro perpetuo cammino.
 Alessandro Giadrossi

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