domenica 16 gennaio 2011

ENERGIA ED AMBIENTE

Le strategie che andranno a condizionare le sorti del nostro pianeta negli anni a venire dovranno necessariamente confrontarsi con le sempre maggiori richieste di energia.
Su tale argomento ha parlato il prof. Maurizio Fermeglia, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione nella conferenza del 15 dicembre 2010 organizzata da WWF Trieste e Società Triestina Canottieri Adria 1887 che si è tenuta nella bella sede di questo sodalizio.
Alla luce delle prospettive di crescita della popolazione mondiale e delle relative migliori condizioni di vita per strati sempre più ampi di popolazione, dovranno venir individuati i migliori criteri di conversione energetica con il massimo rendimento unito al minimo impatto sull'ambiente; diversamente si andrebbe a compromettere l'auspicabile sviluppo economico o, ancor peggio, si intaccherebbe in maniera irreversibile l'equilibrio naturale del nostro pianeta.
Gli orientamenti della ricerca in quest'ambito dovrebbero prediligere lo sfruttamento di fonti energetiche non esauribili e, possibilmente, aventi diffusione tale da limitare al massimo eventuali strumentalizzazioni da parte di Stati e governi. Nel medio periodo pertanto dovrebbero progressivamente venir abbandonati gli sfruttamenti di prodotti petroliferi, minerali e fossili, la cui disponibilità si andrà inevitabilmente esaurendo. Le centrali nucleari, alla luce del parametro EROI che analizza tutti i costi necessari al ciclo produttivo energetico in relazione all'energia prodotta e delle irrisolte implicazioni ambientali che porrebbe lo smaltimento delle scorie, non solo comporterebbero una scelta svantaggiosa ma soprattutto una pesantissima eredità ambientale  per le generazioni future.
Allo stesso modo lo sfruttamento delle biomasse e la produzione di combustibili da base vegetale ha
costi ambientali eccessivi con basso rendimento di conversione energetico (EROI).
Altri sistemi che riguardano lo sfruttamento delle alghe o dell'energia eolica comportano degli impatti notevoli sull'ambiente e quindi il loro utilizzo potrebbe essere limitato solamente a specifici siti.
La risposta si trova nell’evoluzione delle nanotecnologie che potrebbero consentire lo sfruttamento in modo vantaggioso ed ecosostenibile dell'energia solare.
Ampi sviluppi per la produzione energetica nel settore del riscaldamento e dei trasporti potrebbero venire dallo sviluppo delle tecnologie per lo sfruttamento delle celle d'idrogeno. Questi ed altri progetti innovativi potranno costituire la migliore alternativa alle prospettive che si stanno delineando per il futuro, a patto che sin d'ora vengano confermati e assunti impegni a sostegno della ricerca

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